Gennaio 10, 2019

Trattamento dell’ipertrofia prostatica con resettore al plasma

L’ intervento di  resezione al plasma per l’ipertrofia prostatica benigna, solo due ospedali  in tutta Roma la eseguono, è una tecnica d’avanguardia molto impiegata negli usa che si sta affacciando da poco in italia: -16% di tempi di ospedalizzazione e -64% di ricoveri post intervento rispetto alla classica turp

Si chiama resezione o vaporizzazione al plasma, ed è una metodica innovativa attualmente proposta da pochi ospedali  pubblici   in tutta Roma, uno delle quali è l’Ospedale San Carlo di Nancy. “una tecnica innovativa ma ben confermata, con migliaia di casi già effettuati in America”, spiega il Dott. Marchionni, a garanzia della sicurezza della tecnica.

Presso l’ospedale San Carlo di Nancy abbiamo iniziato ad operare i pazienti affetti di iperplasia prostatica benigna a inizio anno e sono già oltre 40 gli interventi eseguiti. i tempi medi di ricovero sono stati di due giornate, rispetto ai circa quattro di prima, in cui veniva effettuato l’intervento con la resezione standard o bipolare, “non abbiamo registrato nessuna complicanza e nessuna necessità di trasfusione”, continua Marchionni.

L’iperplasia prostatica benigna, condizione estremamente frequente, viene trattata chirurgicamente per via endoscopica, attualmente l’intervento definito “gold standard”, ovvero quello maggiormente utilizzato per questa metodica è detto turp, attraverso un resettore con fonte mono o bipolare, per via endoscopica, si aggredisce l’adenoma e lo si asporta, alla turp sono state affiancate negli anni altre due metodiche per via endoscopica: il laser e la vaporizzazione al plasma. la letteratura scientifica ha prodotto diversi lavori di confronto tra laser e turp e tra vaporizzazione al plasma e turp. 

“Nel caso della vaporizzazione al plasma – spiega Marchionni – si osservano una serie di vantaggi che ci hanno spinto a introdurre questa tecnica nelle nostre sale operatorie”, i tempi operatori sono sovrapponibili a quelli di una classica turp e decisamente minori rispetto a quelli necessari per una resezione con laser , è quindi una tecnica efficace che   riduce del 16% i tempi di ospedalizzazione e del 64% i casi di nuovo ricovero dopo intervento, ad esempio per complicanze quali sanguinamenti. proprio i sanguinamenti, infatti, sono praticamente azzerati con l’impiego di questa metodica, che in pratica vaporizza il tessuto, facendolo passare dallo stato solido a quello gassoso e eliminando quindi il rischio di emorragie; “inoltre, aggiunge marchionni, rispetto al laser questa tecnica riduce anche la cateterizzazione”. 

In media, infatti, dopo un giorno il catetere viene rimosso, mentre con il laser, che generalmente produce molti disturbi irritativi, di solito i tempi sono più lunghi.

Con la nostra tecnica di vaporizzazione riusciamo comunque ad eseguire una campionatura del tessuto prostatico per eseguire un esame istologico. 

La vaporizzazione al plasma è indicata in tutte le condizioni di ipertrofia prostatica benigna, a prescindere dalle dimensioni, anche in caso di adenomi prostatici voluminosi (>90 grammi) è possibile eseguire una resezione e vaporizzazione che evita la necessità di un intervento chirurgico a “cielo aperto”.

La vaporizzazione al plasma, infine, è particolarmente indicata per tutte le persone che vogliono risolvere il problema prostatico con un minor sanguinamento  per motivi religiosi o per pazienti con problemi cardiaci o che fanno uso di antiaggreganti o anticoagulanti. 

Urologia
About Leonardo Marchionni
Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1984 presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza, ricopre attualmente l’incarico di Direttore di Unità Operativa Complessa del reparto di Urologia presso l’Ospedale San Carlo di Nancy a Roma.